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		<title>No all&#8217;accanimento terapeutico</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:36:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Cassazione: no a interventi su malati senza speranza
Per i giudici, il medico viola il codice deontologico anche se il paziente ha dato il proprio consenso. Alla base della sentenza, la conferma della condanna per omicidio colposo nei confronti di tre chirurghi romani
Il chirurgo che opera un paziente affetto da patologie che non lasciano speranza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>La Cassazione: no a interventi su malati senza speranza</h1>
<h2>Per i giudici, il medico viola il codice deontologico anche se il paziente ha dato il proprio consenso. Alla base della sentenza, la conferma della condanna per omicidio colposo nei confronti di tre chirurghi romani</h2>
<p>Il chirurgo che opera un paziente affetto da patologie che non lasciano speranza di vita agisce in violazione del codice deontologico anche nel caso in cui sia stato il paziente stesso a dare il proprio consenso all&#8217;intervento.<br />
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione confermando la condanna di tre medici dell&#8217;ospedale San Giovanni di Roma che nel dicembre del 2001 avevano sottoposto a laparoscopia prima e laparotomia poi una 44enne, malata terminale per &#8220;plurime affezioni neoplastiche&#8221;, causandole lesioni &#8220;non tempestivamente identificate&#8221;, con conseguente emorragia letale. Nel maggio di due anni fa era stata la Corte d&#8217;appello di Roma a confermare la sentenza emessa il 20 marzo 2008 dal Tribunale di Roma con la quale, concesse le attenuanti generiche, erano stati condannati rispettivamente a dodici, dieci e otto mesi di reclusione Cristiano H., Carmine N. e Andrea M., primario chirurgo il primo, suoi &#8220;aiuti&#8221; gli altri due. Omicidio colposo il reato contestato e ora prescritto essendo trascorsi più di nove anni. &#8220;Il prioritario profilo di colpa in cui versavano gli imputati &#8211; scrivono i giudici di piazza Cavour nella sentenza numero 13476 &#8211; è stato evidenziato dalla stessa Corte (d&#8217;appello, ndr) nella violazione delle regole di prudenza, applicabili nella fattispecie, nonché delle disposizioni dettate dalla scienza e dalla coscienza dell&#8217;operatore&#8221;. Nel caso concreto, &#8220;attese le condizioni indiscusse ed indiscutibili della paziente (affetta da neoplasia pancreatica con diffusione generalizzata, alla quale restavano pochi mesi di vita e come tale da ritenersi &#8216;inoperabile&#8217;) non era possibile fondatamente attendersi dall&#8217;intervento (pur eseguito in presenza di consenso informato della donna, madre di due bambine e dunque disposta a tutto pur di ottenere un sia pur breve prolungamento della vita) un beneficio per la salute e/o un miglioramento della qualità della vita&#8221;. I chirurghi, pertanto, &#8220;avevano agito in dispregio al codice deontologico che fa divieto di trattamenti informati a forme di inutile accanimento diagnostico-terapeutico&#8221;. I giudici di secondo grado avevano ravvisato la sussistenza del nesso di causa &#8220;nell&#8217;omessa, tempestiva identificazione delle lesioni&#8221; causa dell&#8217;emorragia, &#8220;avuto riguardo anche alle condizioni cliniche della paziente (rese manifeste dalla diagnosi di plurime affezioni neoplastiche formulate anche da un chirurgo ricercatore straniero che si occupava di cancro del pancreas) già note prima dell&#8217;intervento e soprattutto dei valori ematici nonché della sintomatologia di anemizzazione che la stessa aveva presentato nel decorso post-operatorio.</p>
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		<title>Impatto ambientale dei prodotti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione europea ha lanciato una guida dedicata alla modalità di valutazione dell`impatto ambientale dei prodotti indirizzata a responsabili politici e imprese per promuovere un consumo più sostenibile e ridurre l`impatto ambientale in Europa. Il Manuale è stato sviluppato dal Centro Comune di Ricerca (CCR) &#8211; Istituto per l`ambiente e la sostenibilità (IES), in collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha lanciato una guida dedicata alla modalità di valutazione dell`impatto ambientale dei prodotti indirizzata a responsabili politici e imprese per promuovere un consumo più sostenibile e ridurre l`impatto ambientale in Europa. Il Manuale è stato sviluppato dal Centro Comune di Ricerca (CCR) &#8211; Istituto per l`ambiente e la sostenibilità (IES), in collaborazione con la Direzione della Commissione generale per l`ambiente ed in linea con i principali standard internazionali in materia, attraverso diverse consultazioni pubbliche con le parti interessate. Il Commissario per l`Ambiente Janez Potoènik, al momento della sua presentazione, ha sottolineato la valenza del manuale, che dovrebbe essere utile a sostenere il processo decisionale ed a garantire una migliore scelta ambientale nella progettazione di beni e servizi. Secondo le istituzioni europee i prodotti che acquistiamo e usiamo quotidianamente hanno la capacità di concorrere ai cambiamenti climatici, all`inquinamento atmosferico, idrico e all`esaurimento delle risorse naturali. I consumi ecosostenihili dovranno considerare le implicazioni ambientali di tutta la catena di fornitura di beni e servizi nel loro intero &#8220;ciclo di vita&#8221; &#8211; Life Cycle Data System (ILCD) &#8211; fino al loro smaltimento. L`obiettivo è assicurare la qualità e la coerenza di dati, metodi e valutazioni del ciclo di vita dei prodotti e, allo stesso tempo, quantificare le emissioni, le risorse consumate e le pressioni sull`ambiente e sulla salute umana da essi prodotte.</p>
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		<title>Insabbiamento caso malasanità</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
Bari, 24 mag. &#8211; (Adnkronos) &#8211; C&#8217;e&#8217; anche il tentativo di insabbiare un caso di malasanita&#8217; falsificando alcuni verbali di sala operatoria tra gli episodi che rientrano nell&#8217;inchiesta della Procura della Repubblica di Bari che stamane ha portato all&#8217;esecuzione di due ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, eseguiti da militari del Nucleo di Polizia Tributaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Bari, 24 mag. &#8211; (Adnkronos) &#8211; C&#8217;e&#8217; anche il tentativo di insabbiare un caso di malasanita&#8217; falsificando alcuni verbali di sala operatoria tra gli episodi che rientrano nell&#8217;inchiesta della Procura della Repubblica di Bari che stamane ha portato all&#8217;esecuzione di due ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, eseguiti da militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo pugliese, nei confronti di Pasqualino Ciappetta, 61 anni, di Roma, ex direttore dell&#8217;Unita&#8217; Operativa complessa del reparto di Neurochirurgia del Policlinico, gia&#8217; sospeso perche&#8217; indagato in un altro procedimento, e di Cataldo Antonio Fornaro, 54 anni, tarantino ma residente nel barese, medico strutturato in servizio nello stesso reparto.</p>
<p>I due medici sono accusati, a vario titolo, di concussione, truffa aggravata e continuata a carico del servizio sanitario pubblico, falsita&#8217; materiale e ideologica in atti pubblici abuso d&#8217;ufficio, rifiuti di atti d&#8217;ufficio, soppressione, distruzione e occultamento dei verbali di sala operatoria, omessa denuncia di reato. Al centro dell&#8217;inchiesta, avviata alla fine del 2009 a seguito della denuncia di un medico specializzando in Neurochirurgia, non solo i numerosi illeciti accertati dalla Guardia di Finanza e contestati nell&#8217;ordinanza del Gip, ma soprattutto la gestione di un intero reparto del Policlinico di Bari che nel corso degli ultimi anni ha visto l&#8217;avvicendamento di due primari in forte contrasto professionale fra loro.</p>
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		<title>Solo influenza ma era setticemia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Muore a 22 anni
E&#8217; accaduto a Bari a una studentessa universitaria di farmacia. Inutile l&#8217;amputazione delle gambe e delle dita delle mani. La madre: &#8220;Anche quando non respirava quasi più i medici continuavano a dire che era solo un virus influenzale&#8221;
E&#8217; morta a 22 anni per setticemia (una grave forma di infezione) a distanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Muore a 22 anni</h1>
<h2>E&#8217; accaduto a Bari a una studentessa universitaria di farmacia. Inutile l&#8217;amputazione delle gambe e delle dita delle mani. La madre: &#8220;Anche quando non respirava quasi più i medici continuavano a dire che era solo un virus influenzale&#8221;</h2>
<p>E&#8217; morta a 22 anni per setticemia (una grave forma di infezione) a distanza di tre mesi da un banale intervento per l&#8217;asportazione di una cisti all&#8217;altezza del coccige, eseguito nell&#8217;ospedale di Putignano.<br />
La studentessa universitaria di farmacia, di Noci, è deceduta nel marzo scorso nell&#8217;ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti dopo che avevano tentato di salvarle la vita, amputandole le gambe e tutte le dita delle mani, eccetto i pollici.</p>
<p>La storia di Antonella Mansueto è oggetto di un fascicolo aperto dal sostituto procuratore del Tribunale di Bari, Angela Morea, dopo la denuncia presentata dai genitori. La procura ha disposto nei giorni scorsi l&#8217;acquisizione della documentazione sanitaria della ragazza.<br />
La mamma di Antonella racconta sui giornali del calvario e della sofferenza della figlia.<br />
&#8220;Anche quando non respirava quasi più e il battito si sentiva appena &#8211; dice &#8211; i medici continuavano a dire che era solo un virus influenzale&#8221;.</p>
<p>La ragazza era stata operata il 4 dicembre 2009: tutto era andato come previsto, poi qualche piccolo dolore e le medicazioni, per un certo periodo tutti i giorni e poi tre volte la settimana, così le viene prescritto. Però Antonella e la sua famiglia si accorgono che qualcosa non va: la ferita non si rimargina ed emana un cattivo odore. Antonella si sente malissimo e le sue condizioni precipitano nei giorni successivi sino a quando, a marzo decidono di amputarle le gambe e le dita delle mani nell&#8217;estremo tentativo di salvarle la vita. L&#8217;operazione viene eseguita &#8211; il 22 marzo &#8211; da una equipe di medici di Bologna. Un tentativo risultato inutile: la ragazza muore il 26 marzo.</p>
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		<title>Malasanità: in Italia un morto ogni tre giorni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commissione parlamentare per gli errori sanitari pubblica un rapporto choc. In un anno 242 errori sanitari. In 163 casi sono costati la vita al paziente. Le regioni peggiori sono Calabria e Sicilia.
Rapporto choc della commissione parlamentare sugli errori sanitari: in poco più di un anno, da fine aprile 2009 fino a metà settembre 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La commissione parlamentare per gli errori sanitari pubblica un rapporto choc. In un anno 242 errori sanitari. In 163 casi sono costati la vita al paziente. Le regioni peggiori sono Calabria e Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Rapporto choc della commissione parlamentare sugli errori sanitari: in poco più di un anno, da fine aprile 2009 fino a metà settembre 2010 i casi di malasanità in Italia sarebbero stati 242. Di questi 163 si sono conclusi con il decesso del paziente. Praticamente nel lasso di tempo preso in considerazione è morta una persona ogni tre giorni per l&#8217;inefficienza del sistema sanitario.</p>
<p>La regione con il bilancio peggiore è la Calabria, con 64 casi, seguita dalla Sicilia, che ne registra 52. A seguire ci sono il Lazio, con 24 casi e 14 decessi, e poi Puglia, Campania e Lombardia con 15 casi, ma un diverso numero di morti: 4 nella regione governata da Formigoni, 9 in quella di Vendola e 12 in quella rappresentata da Caldoro.<br />
In fondo alla classifica, e dunque con meno casi di malasanità, ci sono Umbria, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige con 1 caso ciascuna, che non si e&#8217; concluso con la morte del paziente solo nelle Marche. (fonte Sky Tg)</p>
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		<title>Rimuovono un ascesso:muore dopo poche ore</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una ventitrenne all&#8217;ottavo mese di gravidanza ricoverata per un&#8217;infezione alla coscia destra a Castellammare di Stabia è deceduta in seguito a una crisi respiratoria. Aspettava due gemelli. La procura apre un&#8217;inchiesta: 7 avvisi di garanzia
E&#8217; giunta in ospedale domenica 24 aprile per una infezione alla coscia destra ed è morta poche ore dopo l&#8217;intervento, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una ventitrenne all&#8217;ottavo mese di gravidanza ricoverata per un&#8217;infezione alla coscia destra a Castellammare di Stabia è deceduta in seguito a una crisi respiratoria. Aspettava due gemelli. La procura apre un&#8217;inchiesta: 7 avvisi di garanzia</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; giunta in ospedale domenica 24 aprile per una infezione alla coscia destra ed è morta poche ore dopo l&#8217;intervento, in seguito ad una crisi respiratoria.<br />
Maria Rosaria Ferraioli, 23 anni, di Castellammare di Stabia, all&#8217;ottavo mese di gravidanza, è deceduta nel reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale di Scafati, in provincia di Salerno.</p>
<p>La giovane ha perso anche i due gemelli a pochissime settimane dal parto. Il 24 aprile era stata sottoposta ad un banale intervento per la rimozione di un ascesso alla coscia destra. Nel corso della notte ha avuto una crisi respiratoria ed è stata trasferita nel reparto di rianimazione.</p>
<p>Inutile ogni tentativo, anche per salvare i due bambini. La donna è morta e la procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha disposto il blocco della salma per eseguire l&#8217;esame autoptico, notificando sette informazioni di garanzia. I magistrati hanno ordinato ai carabinieri del Comando provinciale di Salerno l&#8217;acquisizione della cartella clinica per ricostruire tutta la vicenda.(fonte Sky tg)</p>
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		<title>Amianto e lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amianto: con la sentenza 3453/2010 la Corte di Cassazione, in materia di diritto alla rivalutazione del periodo contributivo per alcuni lavoratori esposti ad amianto, ha chiarito che per ottenere i benefici, occorre la prova che nell`ambiente nel quale si svolgeva la lavorazione vi era una concentrazione di polveri di amianto superiore ai valori di rischio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Amianto: con la sentenza 3453/2010 la Corte di Cassazione, in materia di diritto alla rivalutazione del periodo contributivo per alcuni lavoratori esposti ad amianto, ha chiarito che per ottenere i benefici, occorre la prova che nell`ambiente nel quale si svolgeva la lavorazione vi era una concentrazione di polveri di amianto superiore ai valori di rischio e che tale esposizione si sia protratta per oltre 10 anni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ITALIA. ALLARME MALA-SANITA’: 90 MORTI AL GIORNO PER ERRORI DEI MEDICI O CATTIVA ORGANIZZAZIONE</title>
		<link>http://www.dallatuaparte.org/2011/05/28/italia-allarme-mala-sanita%e2%80%99-90-morti-al-giorno-per-errori-dei-medici-o-cattiva-organizzazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 11:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[90 MORTI AL GIORNO PER ERRORI DEI MEDICI O CATTIVA ORGANIZZAZIONE *
MILANO &#8211; Causano più vittime degli incidenti stradali, dell’infarto e di molti tumori. In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o provocati dalla cattiva organizzazione dei servizi sono da bollettino di guerra: tra 14 e 50 mila i decessi ogni anno, circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>90 MORTI AL GIORNO PER ERRORI DEI MEDICI O CATTIVA ORGANIZZAZIONE</strong> *</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MILANO</strong> &#8211; Causano più vittime degli incidenti stradali, dell’infarto e di molti tumori. In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o provocati dalla cattiva organizzazione dei servizi sono da bollettino di guerra: tra 14 e 50 mila i decessi ogni anno, circa 90 al giorno, di cui il 50% certamente evitabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo affermano gli esperti dell’ Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che hanno promosso su questo tema un convegno nazionale i cui lavori si sono aperti oggi all’Istituto dei Tumori di Milano (INT). Secondo l’AIOM, sono almeno 320 mila le persone danneggiate da questi errori, con costi pari all’1% del PIL, 10 miliardi di euro l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le fonti, però, sono spesso discordi su questi numeri &#8211; fa notare Marco Venturini, consigliere nazionale dell’ Associazione &#8211; come si nota per quel divario fra 14 e 50 mila decessi imputabili ad errore (la verità probabilmente si avvicina ai 30-35 mila decessi) ma nella migliore delle ipotesi (’solò 14 mila), i morti per errore medico o della struttura ospedaliera, sono almeno il doppio di quelli per incidente stradale, che sono 8000 l’anno, il che non è poco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il tema del rischio clinico &#8211; osserva il presidente dell’ AIOM, Emilio Bajetta &#8211; si propone oggi come un argomento di grande attualità, con un forte impatto socio-sanitario. Lo scopo che l’Aiom si ripromette è migliorare la prestazione sanitaria e garantire la sicurezza del paziente oncologico&#8221;. Anche perché nella particolare classifica delle specialità in cui si commettono più errori, stilata dal Tribunale dei diritti del Malato, l’Oncologia, con un 13% si colloca al secondo posto, preceduta dall’Ortopedia con il 16,5% di errori, seguita dall’Ostetricia (10,8%) e dalla Chirurgia (10,6%). Gli errori più frequenti vengono fatti in sala operatoria (32%), poi nei reparti di degenza (28%), nei dipartimenti di urgenza (22%) e negli ambulatori (18%).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono gli errori più frequenti? &#8220;Qui le cifre sono meno certe, ma fra gli errori che si verificano più spesso ci sono quelli dovuti alla confusione fra farmaci con nomi simili&#8221;, afferma Bajetta che fa l’esempio, in oncologia, di farmaci come cisplatino, paraplatino e oxaliplatino. L’ordine di somministrazione di un farmaco può dunque essere equivocato, soprattutto se non vi è il controllo anche al letto del paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Anche l’ambiente in cui si lavora &#8211; continua Bajetta &#8211; influisce: perché un conto è scrivere la cartella clinica in un ambiente tranquillo, seduti a una scrivania, altro è farlo, coma talvolta capita, in corridoio, nella confusione generale&#8221;. Altri errori sono dovuti al sistema che, a causa delle lunghe liste d’attesa (per visite ed esami diagnostici) è causa diretta delle diagnosi tardive, che arrivano quando ormai il danno è irrecuperabile. E per il presidente AIOM, &#8220;gli errori dovuti a cosiddetta malpractice, cioé a una non corretta prestazione medica, sono minori di quanto non si pensi: spesso ad essi si dà un eccesso di visibilità sui media, prima ancora di poterne valutare l’esatta natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi alla fine, oltre il 90% dei medici accusati di malpractice viene assolto&#8221;. Invece, secondo Venturini, si sta affacciando un nuovo tipo di errore, imputabile questo ai recenti cambiamenti del sistema, che tende a risparmiare nelle spese: &#8220;E’ quello che gli anglosassoni chiamano ’quicker and sicker’, cioé il dimettere precocemente il paziente (troppo velocemente, quicker), quando é ancora non stabilizzato (più sofferente, sicker)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri errori &#8211; secondo un elenco del Tribunale dei diritti del malato &#8211; sono provocati dalla somministrazione di farmaci sbagliati per la grafia poco comprensibile di chi li ha prescritti (a volte basta anche lo spostamento di una virgola per rendere letale la quantità di un farmaco), dallo scambio di paziente da operare, dall’amputazione dell’arto sbagliato, da smarrimento o confusione di esami, da anestesia maldosata, infine dalla scarsa attenzione al ’consenso informato’.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa fa l’AIOM per arginare il torrente degli errori? &#8220;Per correggere gli errori bisogna conoscerli: abbiamo fatto un censimento ’strutturale’ &#8211; risponde Venturini &#8211; per sapere dove sono le Oncologie in Italia. Poi abbiamo avviato un censimento ’funzionale’, per sapere come funzionano. Per le linee guida della sicurezza stiamo facendo lo stesso: abbiamo in corso un progetto per verificare se e come sono applicate&#8221;. &#8220;Nei nostri reparti all’INT &#8211; afferma Bajetta &#8211; è fatto obbligo al medico o all’infermiere che ha fatto il turno di notte in reparto, di lasciare l’ospedale al mattino. Non c’é nulla di più facile che sbagliare quando si è a corto di sonno&#8221;.</p>
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