Danno in chirurgia bariatrica

..."Quando abbiamo incontrato i familiari del sig. V.R., la prima cosa che ci hanno riferito e che il loro caro era felicissimo di sottoporsi a quell’intervento in una clinica casertana. Era desideroso di perdere peso per ritornare a condurre una vita normale.

Invece, dopo 5 giorni dall’intervento laparoscopico per la riduzione dello stomaco, nella più totale incredulità da parte dei familiari, si verificò il decesso inaspettatamente.

Gli specialisti di questa materia da noi consultati, hanno dapprima verificato l’anamnesi patologica remota e quella prossima del paziente. Questa disamina ha consentito di rilevare che il paziente era in ottime condizioni fisiche e la consulenza anestesiologica aveva autorizzato l’intervento indicandolo in un’asa 2.

In pratica è accaduto che durante le manovre laparoscopiche, i trocar avevano lesionato la milza rimasta però misconosciuta al tavolo operatorio.

Ne derivò, nei giorni successivi, la caduta dell’emoglobina, una cospicua perdita dei globuli rossi e cominciarono problemi respiratori.

Ancora oggi i familiari (e per la verità anche noi) non si capacitano come un quadro di tale gravità mai fu attenzionato dai sanitari. Basti pensare che un esame tac per verificare gli organi interni fu effettuato solo il giorno del decesso.

Sarebbe bastata un’ecografia già nell’immediato post operatorio per una verifica della cavità addominale, si sarebbe rilevata la lesione interna a cui era possibile porvi rimedio attraverso una splenectomia.

I nostri assistiti hanno ottenuto un importante risarcimento ma, una parte di esso l’hanno devoluto in beneficenza ad un ospedale pediatrico.